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lunedì 25 febbraio 2008

MARTIN LUTER KING (leaderstory 3)

"I have a dream"

Per coloro che hanno smesso di sognare,perché "tanto i sogni non si realizzano mai",
per chi ha perso la forza di credere in un destino migliore, per tutti noi è ancora vivo e risuona come un monito il messaggio di Martin Luter King, l'uomo passato alla storia grazie ad un grande sogno.
Nato nel 1929 in una famiglia dalla lunga tradizione pastorale, dopo le lauree in sociologia e teologia diviene pastore. La partecipazione attiva al movimento per i diritti civili costa a King l'incarcerazione, multe e persecuzioni di vario genere, che giungono fino all'attentato. A queste provocazioni King risponde invocando la non violenza.
La battaglia non violenta porta i primi frutti: nel 1956 King è uno dei primi passeggeri a salire sugli autobus non più sottoposti al regime segregazionista. Il 28 agosto, di fronte ai partecipanti alla marcia di Washington per l'occupazione e la libertà, Martin Luter King pronuncia uno dei discorsi più celebri della storia.
Da esso e dal discorso pronunciato in occasione della consegna del premio nobel, assegnatogli nel dicembre del 1964, sono tratti i seguenti brani.

"Amici, fratelli, ho un sogno. Un Sogno grande, un sogno immenso. E sono pronto a morire per vedere realizzato questo Sogno".

"I sogni non sempre si realizzano, è vero. Ma non perché siano troppo grandi o impossibili. Perché si smette di crederci."

"La grandezza nella vita sta nella grandezza del Sogno in cui si è deciso di credere."

"Mi rifiuto di accettare l'idea che l'uomo com'è, nella sua natura presente, sia per ciò stesso moralmente incapace di elevarsi a raggiungere l'eterno uomo come dovrebbe essere che in eterno lo interpella. Mi rifiuto di accettare l'idea che l'uomo sia un semplice relitto e rifiuto, abbandonato alla corrente del fiume della vita in cui è immerso".

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