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mercoledì 27 febbraio 2008

NELSON MANDELA - (leaderstory 4)


La fede del leader

La nostra paura più profonda, non è quella d'essere inadeguati. La nostra paura più profonda è d'esser potenti oltre misura. E' la nostra luce, non le tenebre che più di tutto ci spaventa. Chiediamo a noi stessi "Chi sono io per essere brillante, formidabile, pieno di talento e risorse?" Ma di fatto chi siamo noi per non esserlo? Siamo figli e figlie di Dio. Il nostro giocare "al ribasso" non serve al mondo. Non c'è niente d'illuminato nel ridurre noi stessi per far sì che gli altri non si sentano insicuri intorno a noi. Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi. Non è che sia solo in alcuni di noi è in ognuno di noi. Quando permettiamo alla nostra Luce propria di risplendere inconsciamente, accordiamo il permesso ad altre persone di fare lo stesso. Nel liberarci dalle paure, la nostra presenza,
automaticamente, libera gli altri.
Queste parole suonano come un vero e proprio atto di fede e non potevano che essere pronunciate da un grande leader come Nelson Mandela.
Nelson Rolihlahla Mandela nasce il 18 Luglio del 1918, figlio di un capo della tribù Thembu, dimostra fin da giovane un temperamento forte e volitivo. Nel 1944, dopo la laurea in giurisprudenza, diviene membro dell'ANC, African National Congress, il movimento contro
l’"Apartheid". Nel 1960 si verifica un evento che segnerà profondamente la sua vita, "il massacro di Shaperville", dove vengono uccisi 69 militanti dell'ANC.
Nelson Mandela decide di dare vita ad una frangia militarista dell’ANC, che si propone di sovvertire il regime e di difendere i diritti della popolazione nera con le armi. Nel 1963 viene rinchiuso in prigione con la condanna all’ergastolo, ma questo non gli impedisce di diventare il simbolo della lotta contro la segregazione razziale e di scuotere l’opinione pubblica internazionale con l’affermazione che “più potente della paura per l'inumana vita della prigione è la rabbia per le terribili condizioni nelle quali il mio popolo è soggetto fuori dalle prigioni”. Nel febbraio del 1985, sentendo la pressione di vasti strati dell'opinione internazionale, l'allora presidente sudafricano Botha gli offre la libertà, purché rinneghi la guerriglia. Mandela rifiuta, ma cinque anni più tardi per lui si aprono le porte del carcere e con suo stupore viene accolto da una folla festante, non solo di neri, ma anche di bianchi. L’Africa è cambiata. E questo anche grazie a lui. Nel 1991 è eletto presidente dell'ANC e nel 1993 è insignito del premio Nobel per la pace, mentre l'anno dopo, durante le prime elezioni libere del suo paese (le prime elezioni in cui possono partecipare
anche i neri), viene eletto presidente della Repubblica del Sudafrica e capo del governo, restando in carica fino al 1998.
La vita di Nelson Mandela è la prova più evidente del potere della fede espressa nel passo soprariportato. Egli seppe trascinare la popolazione nera, convincendola a lottare per i propri diritti, ma toccò anche il cuore dell’opinione pubblica internazionale e dei grandi della terra, cambiò l’aspetto di un’intera nazione, si liberò dal carcere, uscì vincitore da una battaglia contro le multinazionali farmaceutiche…
Come può un uomo fare tutto questo senza la forza derivante da una grande fede?

lunedì 25 febbraio 2008

MARTIN LUTER KING (leaderstory 3)

"I have a dream"

Per coloro che hanno smesso di sognare,perché "tanto i sogni non si realizzano mai",
per chi ha perso la forza di credere in un destino migliore, per tutti noi è ancora vivo e risuona come un monito il messaggio di Martin Luter King, l'uomo passato alla storia grazie ad un grande sogno.
Nato nel 1929 in una famiglia dalla lunga tradizione pastorale, dopo le lauree in sociologia e teologia diviene pastore. La partecipazione attiva al movimento per i diritti civili costa a King l'incarcerazione, multe e persecuzioni di vario genere, che giungono fino all'attentato. A queste provocazioni King risponde invocando la non violenza.
La battaglia non violenta porta i primi frutti: nel 1956 King è uno dei primi passeggeri a salire sugli autobus non più sottoposti al regime segregazionista. Il 28 agosto, di fronte ai partecipanti alla marcia di Washington per l'occupazione e la libertà, Martin Luter King pronuncia uno dei discorsi più celebri della storia.
Da esso e dal discorso pronunciato in occasione della consegna del premio nobel, assegnatogli nel dicembre del 1964, sono tratti i seguenti brani.

"Amici, fratelli, ho un sogno. Un Sogno grande, un sogno immenso. E sono pronto a morire per vedere realizzato questo Sogno".

"I sogni non sempre si realizzano, è vero. Ma non perché siano troppo grandi o impossibili. Perché si smette di crederci."

"La grandezza nella vita sta nella grandezza del Sogno in cui si è deciso di credere."

"Mi rifiuto di accettare l'idea che l'uomo com'è, nella sua natura presente, sia per ciò stesso moralmente incapace di elevarsi a raggiungere l'eterno uomo come dovrebbe essere che in eterno lo interpella. Mi rifiuto di accettare l'idea che l'uomo sia un semplice relitto e rifiuto, abbandonato alla corrente del fiume della vita in cui è immerso".

domenica 24 febbraio 2008

IL MEGLIO DI TE - SII CAMPIONE DI TE STESSO

Chi vince gli altri è
forte, chi vince se
stesso è potente
Lao Tse
Tutti incontriamo il successo. E’ uno di quei momenti che si vive almeno una volta nella vita senza mai dimenticarsene. E’ il tipico momento di cui la gente associa il suo nome a qualcosa che non è spiegabile, pur sapendo che è un piccolo miracolo venuto dal nulla.
Riflettere sulla tua vita, vuol dire prenderne possesso. E’ un dovere umano essere padroni della propria vita, cioè tenerla sotto stretto controllo, sapere cosa ne facciamo. Questo non significa agire in modo strano, diverso dagli altri. Vuol dire, invece, fare quello che fanno anche gli altri, ma farlo in modo cosciente, dopo essersi resi conto che è bene agire in quel modo.
Se stai cercando il successo e non sai da che parte cominciare, impara a conoscere te stesso e assumiti l’impegno di farlo ogni giorno. Puoi farlo in qualsiasi momento, ovunque. Più lo fai, più imparerai cosa vuol dire avere successo.
In tutte le fasi della vita, il più delle volte chi sa perdere è il vero vincitore: chi perde vince.
Tutti sono capaci di vincere contro gli altri. Il difficile è saper perdere. Perché la cosa più difficile è conoscere se stessi.
L’uomo trova il successo, solo quando ritrova se stesso, dopo aver vinto le proprie paure.
Non sempre si riesce a cambiare la propria vita, ma è d’obbligo provarci.
Se non proverai a conoscere te stesso non riuscirai nemmeno a vivere una vita serena. Non è necessario isolarsi dal mondo, dal resto degli uomini per conoscersi: conoscere se stessi non significa allontanarsi dal mondo né che il mondo deve allontanarci.
Conoscere te stesso alimenta il tua vita: la conoscenza sta alla vita come il cuore sta all’amore, e porta più vicino alla meta.
Questo è un viaggio speciale capace di migliorarti la vita se tu lo vorrai. Vinci la paura di affrontare te stesso e il viaggio diventerà più semplice. Tutto ruota intorno a te; tutto è come tu vuoi se lo desideri, ma non fingere di osservare il mondo con gli occhi di uno che nemmeno conosci. I tuoi occhi sono immensi e desiderosi di godersi la vista dall’alto. Goditi la vita che parte dal tuo io più nascosto. Forse le cose che pensi oggi non avranno sempre lo stesso significato; forse le cose che vedi oggi, un giorno, saranno diverse. Tocca a te decidere i colori che userai per colorare il mondo, la tua vita.
Lasciati incantare dai sogni che il tuo cuore continua a creare. Vinci te stesso e gli altri ti stimeranno e ti vorranno bene per quanto tu saprai far vedere l’amore che provi. Vinci te stesso altrimenti gli altri ti rifiuteranno e ti distruggeranno secondo quanto sei schiavo del tuo scetticismo e del tuo egoismo.

Vinci te stesso
e sarai campione
per il resto della tua vita

Non misurare la tua vittoria con gli altri, non sostenerla imponendoti agli altri. La tua vittoria si basa sulla grandezza del tuo obiettivo. Chi vuole emergere sugli altri, disprezzando o invidiando la grandezza degli altri, non sviluppa l’intelligenza, ma consuma tutte le sue energie per lottare inutilmente. E alla resa dei conti, si troverà all’ultimo posto!
Vinci te stesso con intelligenza sfruttando il tuo talento e sii anche più modesto e più umile degli altri. Non avere pretese di emergere: inizia e finisci la giornata costruendoti un sogno. Se pensi che è difficile sognare, fidati di te e del tuo talento. Il successo ha sempre sostenuto chi ha saputo definire meglio e prima i sogni. Non distaccarti dal tuo sogno, un giorno te ne pentiresti. Non fare dei tuoi sogni un inganno dei sensi, recrimineresti l’occasione fallita. Lasciati guidare dall’istinto se ti ordina di agire: procedi escludendo la paura, chi non rischia non può dire di aver sperimentato. Segui il cuore e ti accorgerai che il tuo sogno si farà avanti con più fiducia. Se avrai fiducia in te stesso supererai quegli ostacoli di incertezza, di paure e di scetticismo che di solito provano tutti quelli che non credono a niente. Puoi creare un desiderio, ma un sogno puoi solo ragionarlo. Un sogno è una magia bellissima che fatto ad occhi aperti ti trasporta verso le strade del creato con una facilità incredibile. Un sogno plasmato con fede ti fa sentire un leone pronto ad affrontare le difficoltà che incontrerai.
Come puoi raggiungere una meta senza credere in te stesso? Come puoi sognare se non hai fiducia nei sogni?
Come puoi migliorare la tua esistenza se rifletti sul fallimento?
Regalati la possibilità di fronteggiare le paure con un sogno: è l’arma migliore.

Tratto da: Il meglio di te – Alla Ricerca del Successo Personale © Massimiliano Zarrilli
Siti dell’Autore: successo.piuchepuoi.itwww.emmezetaconsulting.it

domenica 17 febbraio 2008

VERON E. JORDAN, JR (leaderstory 2)


"Sfrutta al massimo ciò che hai"

Vernon E. Jordan, Jr è una personalità di spicco della società americana, avvocato e leader del movimento per i diritti civili, consigliere di presidenti, senior managing director della società di investimenti Lazard Freres & Co. Nel 2002 ha pubblicato un libro dal titolo "Vernon Can Read! A Memoir" (Vernon sa leggere! Una memoria), dove racconta come, pur muovendo da una situazione non certo favorevole, riuscì ad avere successo e ad affermarsi nella società, soprattutto grazie alla tenacia e determinazione della madre Mary Belle Jordan.
Era il suo progetto quello che contava. La sua strategia per tirare su i figli neri durante l’infanzia nel Sud segregato derivava dal suo approccio generale alla vita: sfrutta al massimo ciò che hai, fai del tuo meglio quando la posta è alta e aspettati un buon risultato dai tuoi sforzi.
Una bella sfida per un ragazzo nero, come Vernon, che viveva in Georgia poco dopo l’abolizione della schiavitù legalizzata.
La maggior parte dei neri non poteva votare. Erano tempi duri per un sognatore.

Ma così era mia madre: una donna nera, illetterata, senza istruzione, ma con una laurea a pieni voti alla scuola della vita , venuta dalla campagna georgiana nella grande città di Atlanta a cercarsi un posto migliore. Per lei era un vertiginoso atto di coraggio sognare e aspettarsi che i figli si facessero strada in un mondo che non era stato costruito per loro.

La madre di Vernon fece tutto ciò che era possibile per garantire ai propri figli un’istruzione solida e tale da offrire chance di crescita, anche se si trattava di assumere la presidenza del consiglio d’istituto o sborsare 70 dollari per una gita scolastica a Washington. Una bella somma nel 1946 ma Mary Belle Jordan era convinta che viaggiare fosse il modo migliore per
imparare e non voleva privare i propri figli di questa opportunità.

Quello fu il primo viaggio in treno e il primo a Washington. Percorsi Pensylvania Avenue, salii sul monumento a Washington e vidi tutti i luoghi famosi che il Distretto di Columbia aveva da offrire. Alla sera i bambini bianchi rimasero in albergo e i bambini neri dormirono in cuccetta in un vecchio studio. Ma per me fu un’esperienza favolosa. E come mia madre aveva predetto, m’insegnò moltissimo. Inoltre, sapevo che un giorno sarei tornato.

Dopo il secondo anno all’università, Vernon iniziò a lavorare come autista alle dipendenze di Robert Maddox, figura di spicco nell’élite bianca cittadina: Direttore della First National City Bank di Atlanta ed ex presidente dell’American Bankers Associations.
Ogni giorno Vernon, alla guida di una Caddillac blu quattro porte, conduceva Maddox all’ufficio alla First national City bank e successivamente al Capital City Club, dove Maddox prendeva l’aperitivo e pranzava. Poi, si tornava a casa per il sonnellino pomeridiano.
Alle 18.00 poi Vernon vestiva i panni del maggiordomo, ma, avendo a disposizione tutto il pomeriggio, lo trascorreva prevalentemente nella biblioteca privata di Maddox.

Shakespeare, Emerson Thoreau, ma anche i discorsi più importanti dell’epoca: quella meravigliosa libreria aveva tutto. Giorno dopo giorno, sedevo à circondato dai libri, dall’atmosfera creata dai volumi e dalle poltrone. Lo stile di vita simboleggiato da quella stanza – la dedizione alla conoscenza e la possibilità di acquistarla – toccò in me una corda che risuona ancora adesso. Mi ricordo di aver pensato: a questo serviva andare all’università, a diventare un membro della comunità in grado di apprezzare un luogo simile. Sentivo di appartenervi. E lo volevo per me e la mia famiglia.

Un pomeriggio Maddox sorprese Vernon in biblioteca e gli chiese cosa facesse in quel luogo. Vernon rispose che stava leggendo ed il ricco signore ne fu stupito. Vernon aggiunse che andava all’Università e lo stupore di Maddox crebbe quando seppe che non si trattava di una scuola per
persone nere, ma della Depauw University di Greencastle, nell’Indiana notoriamente frequentata da ragazzi e ragazze bianchi.
“Studi per diventare insegnante o predicatore?” chiese nuovamente l’anziano signore.
“In realtà farò l’avvocato, signor Maddox.”
Questi rispose seccamente che non era previsto che i neri facessero l’avvocato.
Vernon rispose solo: Io lo farò”.
Nonostante ciò il vecchio permise a Vernon di proseguire la propria lettura.
Quella sera, mentre cenava con i figli e le nuore e Vernon serviva , Maddox disse: “ho
un annuncio da fare… Vernon sa leggere”. Tutti restarono in silenzo. “E va all’università
con i ragazzi bianchi”. Di nuovo silenzio. Poi commentò: “Sapevo che tutto questo sarebbe accaduto, ma sono contento perché non ci sarò quando succederà”.

Anche se ero seccato per il comportamento di Maddox, allora non pensai, né lo penso adesso, che sarebbe servito a qualcosa rimbeccarlo per il suo aggressivo conservatorismo. Ognuno di noi deve decidere quante assurdità può sopportare nella vita e da chi è disposto ad accettarle. Tutto dipende, naturalmente dalla situazione e dalle persone coinvolte.

Vernon continuò a lavorare per Maddox anche durante la scuola di diritto. Nel frattempo l'atteggiamento di Maddox era lievemente mutato, una volta che seppe chi io ero realmente. Ogni tanto faceva commenti su un problema di attualità e ne discuteva con me. La cosa
durò per tutto il tempo che lavorai per lui durante gli anni dell’università e alla scuola di diritto che frequentai soprattutto perché mia madre pensava che potessi farlo.
Anni dopo scortai Charlaune Hunter in mezzo alla folla alla University of Georgia per liberare quell’istituzione dalla segregazione razziale. Un domestico mi disse che lo stesso Maddox stava
guardando alla televisione l’evento, accompagnato da una vasta pubblicità. La prima studentessa nera all’università della Georgia.
La sua infermiera mi riconobbe e gli domandò: “Signor Maddox, sa chi è quell’avvocato di colore?” “Non credo” rispose lui. “È il suo autista Vernon”.
Maddox guardò fisso lo schermo poi commentò: “Lo sapevo che quel negro non avrebbe combinato niente di buono”.

Ora mi rendo conto che quanto desideri nella vita è in funzione di ciò che pensi di meritare e puoi raggiungere. Nonostante le previsioni del mondo bianco per me, mia madre aveva voluto che compissi grandi cose perché sentiva che ne ero in grado. E mi fece sempre capire che ero destinato ad un’esistenza più piena di quella in cui ero nato. Il suo messaggio per me fu di insistere sempre. Usa al meglio ciò che hai contro difficoltà apparentemente insormontabili. E mentre vai avanti, trasmetti il tuo ottimismo e la tua fede alla generazione successiva.
Oggi consigliere di presidenti.

sabato 16 febbraio 2008

NAPOLEONE BONAPARTE - Un piccolo uomo, un grande leader

Quando lo incontrò per la prima volta l'aristocratico principe Von Metternich rimase colpito ed anche deluso da quell'aspetto tanto lontano dall'immagine di un imperatore. Il principe si trovò di
fronte un uomo basso, piuttosto goffo e che pareva non conoscere l'etichetta.
Nonostante ciò Napoleone Bonaparte fu un grande leader e riuscì a guidare non solo un esercito, ma un intero popolo.
Dotato di un carattere forte e determinato, della capacità di prendere decisioni fulminee e di uno spirito strategico, Napoleone Bonaparte costituisce ancora oggi un esempio di leadership e le sue parole contengono insegnamenti preziosi e ci permettono di conoscerlo meglio di quanto non abbiamo fatto studiando su libri di scuola le sue grandi gesta.
"In ogni tempo, il coraggio e lo spirito hanno moltiplicato le forze fisiche e continueranno a farlo."
La forza fisica è senza dubbio una componente fondamentale per un uomo di guerra, eppure Napoleone non ne era particolarmente dotato e dimostrò che questa carenza poteva essere colmata con una straordinaria forza di carattere.
"Per giungere alla testa di un esercito, devi avere una gran capacità di conoscere gli uomini."
Per guidare un esercito, una nazione o semplicemente un gruppo di persone è necessario possedere una profonda sensibilità e acuta conoscenza delle varie pieghe dell'animo umano.
"L'apprendere non è vergogna, ma maestria".
La capacità e l'umiltà di imparare è ciò che permette al leader di adattarsi alle situazioni e di trarre anche dalle sconfitte gli insegnamenti per fare sempre meglio in futuro.
"Non sono un dio, non potevo fare tutto da solo: avrei potuto salvare la nazione soltanto con l'aiuto della nazione"
Il vero leader sa di non essere un eroe solitario, ma sa che non si compiono grandi opere senza il contributo di coloro che lo circondano.

Leaderstory

Napoleone Bonaparte, Nelson Mandela, Steve Jobs,Anita Roddick, Michael Jordan…
Cosa hanno in comune? L’attributo di leader.
Ognuno, a suo modo, ha realizzato i propri sogni, si è posto obiettivi sfidanti, li ha perseguiti con costanza e determinazione.Questo fa di essi dei modelli a cui ispirarsi.
Ho deciso di riportarvi le storie più significative e di creare una sezione specifica in questo blog. Queste storie sono dedicati sia a chi, per ragioni diverse, rappresenta un modello di leadership e sia a quelle persone che aspirano a diventarlo.
Si racconterà la loro storia anche attraverso le loro parole.
Penso che non vi sia nulla di meglio che raccontare delle storie per parlare di leadership perché, come dice Tom Peters:

Le storie sono ciò che anima il “ragionamento”.
Le storie ci “autorizzano” ad agire.
Le storie sono fotografie di chi vorremmo essere.
Le storie provocano risposte emotive.
Le storie mettono in relazione.
Le storie siamo noi.

venerdì 15 febbraio 2008

Nasce SUCCESS

All’interno di Neurona, la più grande ed affermata comunità di social networking professionale nasce SUCCESS: la comunità dedicata al successo personale e professionale.

In questo spazio si parla di strategie, tecniche e strumenti per lo sviluppo personale ed il miglioramento delle performance professionali. Sono inoltre citate storie di successo ed è possibile descrivere e condividere i propri obiettivi di crescita ottenendo così suggerimenti e consigli per agevolarne il raggiungimento. Nello specifico si parlerà anche di motivazione, leadership, coaching, formazione, programmazione neurolinguistica e selfmarketing.
La comunità è rivolta a tutti gli utenti che vogliono migliorare vita privata e professionale e l’iscrizione è libera e… strettamente consigliata :-)

Per iscriversi clikka qui

o vai al mio indirizzo web http://ignazio-fiorito.neurona.it

martedì 12 febbraio 2008

NON SOTTOVALUTARTI MAI

Noi tutti abbiamo delle colpe. Ma possediamo anche dei talenti unici. Trascorriamo troppo tempo a concentrarci sulle nostre colpe, piuttosto che a lavorare per migliorare i nostri talenti(e per trarre beneficio da essi). Chiunque incontriamo lo vediamo come migliore di noi.

Tutti hanno qualcosa che noi vorremmo avere.

Quali sono le tue credenze limitanti da eliminare? MAI, MAI, MAI SOTTOVALUTARTI! Tu hai doti naturali altrettanto grandi di quelle delle persone di successo che ti sembrano così invidiabili.
Il guaio è che non te ne rendi conto. Invece di guardare solo verso l'esterno, pensa a migliorare
la tua opinione di te stesso. In qualunque circostanza avversa tu possa trovarti, tu hai ancora il potere e l'intelligenza per DARE IL MEGLIO DI TE!

"E' la mente che fa sani o malati, che rende tristi o infelici, ricchi o poveri". Edmund Spenser

Liberamente tratto dal Blog di Raffaele Ciruolo

Una definizione di SUCCESSO…

Ciao volevo segnalare un bellissimo post sul blog di uno dei migliori coach d'Italia (conosciuto grazie al mio amico dott. Raffaele).

Successo è fare il meglio che puoi, in tutti i modi che puoi. E’ essere giusti onesti e veri, non in poche cose ma in tutto ciò che fai. Guardare sempre avanti e mai guardare indietro, credere che puoi trasformare tutti i tuoi sogni in realtà. Credere sempre nel meglio che puoi essere e avere fiducia nelle cose che fai. Dimenticare gli errori che hai fatto ieri, la lezione che hai imparato avrà valore per oggi....continua

lunedì 11 febbraio 2008

Grandiosa Opportunità di Guadagno

Ho trovato un sito internet molto interessante ed ho subito pensato a voi.
Visto che la Crescita deve riguardare anche il settore finanziario ecco l'indizio.
Siccome tutti vorremmo fare un po' di soldi extra, so che vi
piacerebbe sapere come un 43enne americano ha guadagnato 2.674 Euro
in soli 7 giorni.
Dacci un'occhiata perché' io l'ho trovato veramente intrigante.
Ecco il link per il sito (lo troverai, anche, a fianco nei link di Crescita Costante):
http://segretidei7euro.com/?e=gnagnasikla@alice.it

Ci sentiamo alla prossima

domenica 10 febbraio 2008

Padre Ricco Padre Povero

Mi permetto di segnalarvi il primo libro che ha completamente rivoluzionato il mio modo di vedere il denaro e l'approccio verso di esso. Letto tutto d'un fiato, è stato come l'illuminazione avuta da John Belushi in "The Blues Brothers"
Un libro che mi ha chiarito principalmente due aspetti:
1) Che bisogna fare attenzione al tipo di rapporto emotivo che si ha con il denaro.
2) Che è fondamentale avere delle capacità di negoziazione, come imprenditore ma anche come lavoratore dipendente.
L'autore appare a volte cinico, ma si capisce che lo scopo è provocare il lettore addormentato sulle proprie convinzioni.
Assolutamente consigliato!

Padre Ricco Padre Povero - di Robert T. Kiyosaki

"L'autore insegna alla gente come diventare milionaria... Ecco perché lo definiscono il maestro dei milionari.

  • eliminare la convinzione che, per arricchirsi occorre avere un ottimo stipendio;
  • capire qual è la differenza fra dipendente e titolare d'impresa;
  • andare oltre l'idea del posto fisso e scoprire la strada verso la vostra libertà finanziaria;
  • togliervi la convinzione che la casa sia un attivo
  • mostrare ai genitori che il sistema scolastico non fornisce una preparazione economico-finanziaria;
  • spiegare una volta per tutte qual è la differenza tra attivi e passivi.

"Tutti abbiamo bisogno di capire il modo in cui funziona il denaro."

Ed Ora!!!!

Oggi 10 febbraio 2008 (da poco passata la mezzanotte) nasce ufficialmente questo blog.

Il titolo è molto esemplificativo del mio stato d'animo nell'affrontare questa nuova avventura in un mondo che fino a qualche giorno fa era veramente sconosciuto per il sottoscritto.
Invece, in questo periodo di grandi cambiamenti nella mia vita sono stato completamente conquistato da tutto ciò; in ordine cronologico partecipazione a vari forum (consiglio vivamente quello del grande Italo Cillo che trovi qui:
Entra in Cerchia Ristretta, l'elite italiana dell'info-marketing)
Ed ora!!! l'apertura di un blog personale.

L' obiettivo che mi sono posto affrontando tutto ciò è divulgare il mio mondo (lavoro, passioni, hobby, etc.) analizzandoli sotto ogni visione e cercando di portare a conoscenza degli amici che visiteranno questo spazio delle possibili forme di crescita (da qui il titolo del Blog), il tutto verso la ricerca di una vita sempre più avvincente anzi STRAORDINARIA.