"Sfrutta al massimo ciò che hai"
Vernon E. Jordan, Jr è una personalità di spicco della società americana, avvocato e leader del movimento per i diritti civili, consigliere di presidenti, senior managing director della società di investimenti Lazard Freres & Co. Nel 2002 ha pubblicato un libro dal titolo "Vernon Can Read! A Memoir" (Vernon sa leggere! Una memoria), dove racconta come, pur muovendo da una situazione non certo favorevole, riuscì ad avere successo e ad affermarsi nella società, soprattutto grazie alla tenacia e determinazione della madre Mary Belle Jordan.
Era il suo progetto quello che contava. La sua strategia per tirare su i figli neri durante l’infanzia nel Sud segregato derivava dal suo approccio generale alla vita: sfrutta al massimo ciò che hai, fai del tuo meglio quando la posta è alta e aspettati un buon risultato dai tuoi sforzi.Una bella sfida per un ragazzo nero, come Vernon, che viveva in Georgia poco dopo l’abolizione della schiavitù legalizzata.
La maggior parte dei neri non poteva votare. Erano tempi duri per un sognatore.
Ma così era mia madre: una donna nera, illetterata, senza istruzione, ma con una laurea a pieni voti alla scuola della vita , venuta dalla campagna georgiana nella grande città di Atlanta a cercarsi un posto migliore. Per lei era un vertiginoso atto di coraggio sognare e aspettarsi che i figli si facessero strada in un mondo che non era stato costruito per loro.
La madre di Vernon fece tutto ciò che era possibile per garantire ai propri figli un’istruzione solida e tale da offrire chance di crescita, anche se si trattava di assumere la presidenza del consiglio d’istituto o sborsare 70 dollari per una gita scolastica a Washington. Una bella somma nel 1946 ma Mary Belle Jordan era convinta che viaggiare fosse il modo migliore per
imparare e non voleva privare i propri figli di questa opportunità.
Quello fu il primo viaggio in treno e il primo a Washington. Percorsi Pensylvania Avenue, salii sul monumento a Washington e vidi tutti i luoghi famosi che il Distretto di Columbia aveva da offrire. Alla sera i bambini bianchi rimasero in albergo e i bambini neri dormirono in cuccetta in un vecchio studio. Ma per me fu un’esperienza favolosa. E come mia madre aveva predetto, m’insegnò moltissimo. Inoltre, sapevo che un giorno sarei tornato.
Dopo il secondo anno all’università, Vernon iniziò a lavorare come autista alle dipendenze di Robert Maddox, figura di spicco nell’élite bianca cittadina: Direttore della First National City Bank di Atlanta ed ex presidente dell’American Bankers Associations.
Ogni giorno Vernon, alla guida di una Caddillac blu quattro porte, conduceva Maddox all’ufficio alla First national City bank e successivamente al Capital City Club, dove Maddox prendeva l’aperitivo e pranzava. Poi, si tornava a casa per il sonnellino pomeridiano.
Alle 18.00 poi Vernon vestiva i panni del maggiordomo, ma, avendo a disposizione tutto il pomeriggio, lo trascorreva prevalentemente nella biblioteca privata di Maddox.
Shakespeare, Emerson Thoreau, ma anche i discorsi più importanti dell’epoca: quella meravigliosa libreria aveva tutto. Giorno dopo giorno, sedevo à circondato dai libri, dall’atmosfera creata dai volumi e dalle poltrone. Lo stile di vita simboleggiato da quella stanza – la dedizione alla conoscenza e la possibilità di acquistarla – toccò in me una corda che risuona ancora adesso. Mi ricordo di aver pensato: a questo serviva andare all’università, a diventare un membro della comunità in grado di apprezzare un luogo simile. Sentivo di appartenervi. E lo volevo per me e la mia famiglia.
Un pomeriggio Maddox sorprese Vernon in biblioteca e gli chiese cosa facesse in quel luogo. Vernon rispose che stava leggendo ed il ricco signore ne fu stupito. Vernon aggiunse che andava all’Università e lo stupore di Maddox crebbe quando seppe che non si trattava di una scuola per
persone nere, ma della Depauw University di Greencastle, nell’Indiana notoriamente frequentata da ragazzi e ragazze bianchi.
“Studi per diventare insegnante o predicatore?” chiese nuovamente l’anziano signore.
“In realtà farò l’avvocato, signor Maddox.”
Questi rispose seccamente che non era previsto che i neri facessero l’avvocato.
Vernon rispose solo: Io lo farò”.
Nonostante ciò il vecchio permise a Vernon di proseguire la propria lettura.
Quella sera, mentre cenava con i figli e le nuore e Vernon serviva , Maddox disse: “ho
un annuncio da fare… Vernon sa leggere”. Tutti restarono in silenzo. “E va all’università
con i ragazzi bianchi”. Di nuovo silenzio. Poi commentò: “Sapevo che tutto questo sarebbe accaduto, ma sono contento perché non ci sarò quando succederà”.
Anche se ero seccato per il comportamento di Maddox, allora non pensai, né lo penso adesso, che sarebbe servito a qualcosa rimbeccarlo per il suo aggressivo conservatorismo. Ognuno di noi deve decidere quante assurdità può sopportare nella vita e da chi è disposto ad accettarle. Tutto dipende, naturalmente dalla situazione e dalle persone coinvolte.
Vernon continuò a lavorare per Maddox anche durante la scuola di diritto. Nel frattempo l'atteggiamento di Maddox era lievemente mutato, una volta che seppe chi io ero realmente. Ogni tanto faceva commenti su un problema di attualità e ne discuteva con me. La cosa
durò per tutto il tempo che lavorai per lui durante gli anni dell’università e alla scuola di diritto che frequentai soprattutto perché mia madre pensava che potessi farlo.
Anni dopo scortai Charlaune Hunter in mezzo alla folla alla University of Georgia per liberare quell’istituzione dalla segregazione razziale. Un domestico mi disse che lo stesso Maddox stava
guardando alla televisione l’evento, accompagnato da una vasta pubblicità. La prima studentessa nera all’università della Georgia.
La sua infermiera mi riconobbe e gli domandò: “Signor Maddox, sa chi è quell’avvocato di colore?” “Non credo” rispose lui. “È il suo autista Vernon”.
Maddox guardò fisso lo schermo poi commentò: “Lo sapevo che quel negro non avrebbe combinato niente di buono”.
Ora mi rendo conto che quanto desideri nella vita è in funzione di ciò che pensi di meritare e puoi raggiungere. Nonostante le previsioni del mondo bianco per me, mia madre aveva voluto che compissi grandi cose perché sentiva che ne ero in grado. E mi fece sempre capire che ero destinato ad un’esistenza più piena di quella in cui ero nato. Il suo messaggio per me fu di insistere sempre. Usa al meglio ciò che hai contro difficoltà apparentemente insormontabili. E mentre vai avanti, trasmetti il tuo ottimismo e la tua fede alla generazione successiva.
Oggi consigliere di presidenti.