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martedì 24 giugno 2008

Oddio che Paura!!!

Oggi voglio parlarvi di paure e fobie varie, questo perchè mi trovo quotidianamete a viverne in famiglia e quindi afobiad essermi acculturato (passatemi il termine) al riguardo.

Se pensate che tra le paure più comuni ci siano ancora quella di parlare in pubblico o trovarsi in spazi aperti vi sbagliate di grosso. Siamo nel 3° millennio e le nuove fobie sono figlie dell'era in cui viviamo.

Ciascuna persona porta con sè una serie di vissuti ed esperienze tra le quali è frequentissimo trovare vere e proprie fobie, ossia stimoli che la persona giudica insostenibili e quindi evita totalmente. A questo punto il ruolo dei media assume la valenza di cassa di risonanza del caso clinico.

Insomma, certe fobie moderne, come pure le classiche (paura di volare, del dentista, degli animali, ecc.) sono concepibili per una mente razionale, ma ne sono state catalogate altre che lasciano perlessi in quanto molte strane, quali: l'Octofobia (del nr. 8), Tricofobia (dei capelli ), Coulrofobia (dei clown), Dendrofobia (degli alberi), Cybervfobia (dei Computer), Atychifobia (di fallire), Quasimodofobia (dell'aspetto fisico), Pauperofobia (di sembrare poveri).

La mente si organizza con i mezzi che ha a disposizione: ricordi, traumi, fantasie, figure genitoriali, e produce le sue fobie a seconda di questi parametri. Ricordiamo, infatti, che la fobia è solo "quello che si vede", la punta dell'iceberg e la sua origine varia da persona a persona.

La terapia più moderna nel trattamento delle fobie è la "strategica", mirata a creare condizioni che consentono all'individ

uo di liberarsi dei propri limiti, scavalcando di fatto le paure che lo affliggono. Il segreto è indirizzare il fobico verso un certo comportamento, facendogli credere che è lui stesso a trovare la soluzione al suo disagio.

Paure e Fobie sono meccanismi che devono essere disattivati attraverso un lavoro mirato e profondo dove non basta la sola volontà.

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domenica 22 giugno 2008

Idea Geniale e Business

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Si chiama Scott Jones e probabilmente nessuno di voi conoscerà questo nome. Eppure tutti abbiamo usato almeno una volta la sua invenzione. Ha realizzato la segreteria telefonica e a 31 anni aveva gà guadagnato 50 milioni di dollari. Secondo la rivista americana Fortuneha più idee lui in un mese che un individuo in una vita.

Ma allora la creatività aiuta il business? Certo.

Gli esempi di creatività sono numerosi anche in Italia: ma secondo le statistiche non sarebbe sufficenti a posizionarci tra le nazioni che più si distinguono per risultati innovativi.

Secondo le ricerche dell'Istituto del Massachuttes il picco creativo di verifica all'età di 14 anni. Dopo, la capacità umana di innovare si affievolisce in modo graduale perchè le idee sono filtrate dalle esperienze vissute, che agiscono come barriere all'esplorazione di ciò che è ancora nuovo. La capacità creativa è composta da tante aree: linguistica, spaziale, manuale.... Ecco perchè difficilmente si raggiunge il massimo della propria espressione creativa quando si è ancora adolescenti. Per dare il meglio di sè, bisogna aspettare qualche anno più tardi: ai teenager mancano conoscenze che si acquisiscono solo col tempo.

Domanda: "Come sviluppo la mia creatività?"

Risposta : "Giocando il più possibile"

La creatività non è una dote innata e neppure un talento che alcuni possiedono più di altri. Piuttosto, si tratta di una capacità che va sviluppata, un po' come la conoscenza della lingua straniera.

Le tecniche di "proliferazione delle idee" sono troppo numerose (dal pensiero laterale alla dissociazione) per poterle elencare con completezza, ma è utile sapere che esistono semplici accorgimenti (esercizi creativi) per mantenere un atteggiamento creativo. Quali:

  • trovare 50 modi diversi di usare un oggetto d'uso quotidiano
  • modellazione e creare nuove forme con materiali morbidi

Tutto ciò serve per sviluppare sempre di più la capacità creativa.

La maggior parte delle volte, quando si inventa qualcosa non si sa ancora a cosa potrebbe servire: tutte le grandi invenzioni nascono come una sorta di giocattolo, a cui successivamente si trova un'altra applicazione.

Spesso ci vuole un po di tempo per comprendere la validità di un'idea e per trovarne la realizzazione più adatta: "basta pensare che internet, in origine, era stato concepito per scopi militari".


lunedì 16 giugno 2008

Altro modo di vedere le cose!

Un nostro amico passeggiava su una spiaggia messicana deserta al tramonto.

Camminando vide in lontananza un uomo.

Avvicinandosi, notò che il messicano continuava a chinarsi, a raccogliere qualcosa e a gettarlo in acqua.

Di quando in quando ripeteva questa operazione di gettare cose in mare. Avvicinandosi ulteriormente, il nostro amico notò che l'uomo raccoglieva stelle di mare che erano state depositate sulla spiaggia e, una alla volta, le rigettava in acqua.

Il nostro amico era perplesso.

Si avvicinò all'uomo e disse: "Buona sera, amico. Mi chiedevo cosa stessi facendo"

"Ributto in acqua queste stelle di mare. Vedi, adesso c'è la bassa marea e tutte queste stelle di mare sono state depositate sulla riva. Se non le ributto in acqua, muoiono qui per mancanza di ossigeno".

"Capisco rispose il nostro amico, ma devono esserci migliaia di stelle di mare su questa spiaggia.

Non puoi sicuramente trovarle tutte. Semplicemente sono troppe. E non capisci che questo succede su centinaia di altre spiagge lungo la costa? Non vedi che non puoi cambiare le cose?".

Il messicano sorrise, si chinò a raccogliere un'altra stella di mare e gettandola in acqua
rispose: "Ho cambiato le cose per questa qui".

Jack Canfield e Mark V. Hansen

Italo Pentimalli [PiùChePuoi.it]

C'è un modo diverso di vedere le cose!!

Oggi ho ricevuto un'email da Italo Pentiamalli di PiùChePuoi.it, sito che consiglio caldamente di visitare. La mail si chiudeva con una storiella veramente interessante che mi piace riproporvi per riflettere tutti quanti insieme.

Un giorno l'asino di un contadino cadde in un pozzo.

Non si era fatto male, ma non poteva più uscirne.
L'asino continuò a ragliare sonoramente per ore, mentre il proprietario pensava al da farsi.
Finalmente il contadino prese una decisione crudele: concluse che l'asino era ormai molto vecchio e che non serviva più a nulla, che il pozzo era ormai secco e che in qualche modo bisognava chiuderlo.
Non valeva pertanto la pena di sforzarsi per tirare fuori l'animale dal pozzo.

Al contrario chiamò i suoi vicini perché lo aiutassero a seppellire vivo l'asino.
Ognuno di loro prese un badile e cominciò a buttare palate di terra dentro al pozzo.

L'asino non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo con lui e pianse disperatamente.
Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l'asino rimase quieto.

Il contadino alla fine guardò verso il fondo del pozzo e rimase sorpreso da quello che vide.
Ad ogni palata di terra che gli cadeva addosso, l'asino se ne liberava, scrollandosela dalla groppa, facendola cadere e salendoci sopra.

In questo modo, in poco tempo, tutti videro come l'asino riuscì ad arrivare fino all'imboccatura del pozzo, oltrepassare il bordo e uscirne trottando.

La vita andrà a buttarti addosso molta terra, ogni tipo di terra.
Principalmente se sarai dentro un pozzo.
Il segreto per uscire dal pozzo consiste semplicemente nello scuotersi di dosso la terra che si riceve e nel salirci sopra.

Ricorda le cinque regole per essere felice:

1- Libera il tuo cuore dall'odio

2- Libera la tua mente dalle preoccupazioni.

3- Semplifica la tua vita.

4- Dai di più e aspettati meno.

5- Ama di più e... accetta la terra che ti tirano addosso, poiché essa può costituire la soluzione e non il problema.

Buona settimana a tutti

video

lunedì 9 giugno 2008

Autostima

L'autostima è l'idea, l'immagine che ognuno ha di se stesso. Ogni persona la costruisce negli anni, grazie alle interpretazioni che da di ciò che accade a se. L'autostima si costruisce fin da bambini con ciò che i genitori, nonni, maestri e compagni dicono di noi.... e va a rafforzarsi o modificarsi grazie ai piccoli primi risultati che otteniamo.
La stima di sé si connota come un'esperienza molto soggettiva, legata più a ciò che ciascuno sente e pensa a proposito di se stesso, che non a quello che gli altri credono di lui.
Il concetto di autostima si può riassumere in 3 aspetti concatenati:
  1. amore per se stessi (apprezzarci ed accettarci);
  2. autoimmagine (visione positiva di noi stessi);
  3. fiducia in se stessi (consapevoli di avere tutte le risorse necessarie).
L'autostima è una cosa attiva, è un processo, un modo di relazionarci al mondo ed alle persone ed è anche un modo per interpretare e dare un significato al mondo fuori di noi.
La nostra autostima "filtra" gli eventi esterni e attribuisce un significato agli stimoli (successi, fallimenti, dialoghi, ecc.), va a costruire e consolidare l'opinione che abbiamo di noi stessi.
L'autostima ha ripercussioni su 3 importanti aspetti della vita:
  1. modo di presentarsi agli altri;
  2. facilità di passare all'azione per realizzare gli obiettivi;
  3. modo di reagire a successi e insuccessi della vita.
Mentre le persone con un'alta autostima dimostrano una maggiore perseveranza nel riuscire in un'attività che si sono scelti o nel raggiungere gli obiettivi, le persone con una bassa stima di sé fanno scelte dettate dal conformismo sociale, mentre si arrendono facilmente quando devono raggiungere un loro obiettivo personale.
Da questo punto di vista, è chiaro che più ci si stima e ci si vuole bene, meglio si agisce, quindi, più facilmente si decide il da farsi , si ha fiducia nelle proprie capacità e si raggiungono i propri obiettivi.
E' molto importante essere consapevoli del fatto che la stima che abbiamo di noi stessi influenza il nostro comportamento, le nostre relazioni sociali, la nostra efficienza sul lavoro, la nostra vita effettiva, quindi facendo una piccola equazione la stima che abbiamo di noi stessi influenza e determina i risultati che otteniamo.
Un segreto per alimentare la propria autostima è essere Referenti Interni, ossia trovare la sicurezza dentro di se, non nelle altre persone; dare la responsabilità a se stessi per successi o fallimenti, non all'esterno.
Credere in se stessi aiuta le persone a superare momenti difficili e di scoraggiamento, rende ancora più produttivi in periodi positivi. In effetti, se ci pensiamo, quanto è più alta la stima di noi stessi, tanto più tendiamo a essere ambiziosi per tutto ciò che vogliamo ottenere nella vita.
"Credi in te stesso per primo se vuoi che anche gli altri lo facciano"
Un modo per incrementare l'autostima è lavorare per obiettivi con passi ben definiti:
  • obiettivi concreti e realizzabili (raggiungerli farà sentire gratificati), accompagnando le azioni con credenze potenzianti; la bassa autostima è una profezia che si auto-realizza.
"Che tu creda di farcela o di non farcela avrai comunque ragione" (Henry Ford)
  • alzare i tuoi standard (soglia al di sotto della quale non si vuole scendere); significa essere esigenti con se stessi e non permettersi scuse o giustificazioni.
"Presto o tardi coloro che vincono sono coloro che credono di poterlo fare" (Richard Bach)

Esercizio molto positivo da fare è scrivere 10 motivi per i quali si è una persona meravigliosa e ripeterseli 2 o 3 volte al giorno. E' incredibilmente efficace!!